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i nostri lavori

Acquedotto di Ferrara

Committente: Comune di Ferrara

RESTAURO DELL'ACQUEDOTTO MONUMENTALE DI FERRARA

Il fabbricato dell'Acquedotto di p.zza XXIV Maggio a Ferrara, di proprietà dell'Amministrazione comunale, fu costruito nel 1929, su progetto dell'ing. Savonuzzi e rientra tra i cosiddetti acquedotti monumentali. Per l'epoca era una costruzione indubbiamente moderna, come concezione di serbatoio, benché la forma dodecadenale e le grandi arcate ricordassero le costruzioni dell'antica Roma. Il prospetto principale che, si affaccia su viale Vittorio Veneto, è stato arricchito da una fontana con statua dello scultore Minerbi, che raffigura il Po e i suoi affluenti.
Smessa la funzione per cui era stato costruito, vuotato il serbatoio, nel 1995 i locali prima adibiti ad abitazione del Direttore del custode dell'Acquedotto, diventarono sede del centro per le famiglie "L'isola del tesoro". In quell'anno furono eseguiti lavori per la ridistribuzione degli spazi interni, al fine di rendere funzionali i locali alla nuova destinazione; successivamente su alcuni prospetti furono aperte delle porte (ampliando finestre già esistenti) per adeguare l'edificio alla normativa per la sicurezza dei fabbricati, e fu costruita una rampa in cemento per permettere l'accesso agli uffici non solo dalle scalinate.
L'intervento di manutenzione straordinaria ha interessato il restauro conservativo ed il consolidamento dei prospetti, il restauro scultoreo della fontana monumentale, il restauro degli elementi in ferro, il rifacimento dell'impermeabilizzazione del coperto, una parziale sistemazione dell'area verde del terrapieno, e l'installazione di un impianto scenografico delle arcate e della vasca.
Per il restauro conservativo delle arcate, dopo la rimozione controllata ed accurata di porzioni di struttura in calcestruzzo in fase di distacco si è proceduto alla sabbiatura al grado Sa2_ dei ferri di armatura con l'immediata protezione degli stessi con passivante di ossido a ponte di adesione un fondo anticorrosivo epossidico ai fosfati d... leggi tuttoarrow downi zinco applicato a pennello, previa integrazione, ove necessario (in casi di corrosione profonda) delle armature mediante l'aggiunta di nuove barre in acciaio FeB44k ad aderenza migliorata, di idonea lunghezza e sezione, opportunamente fissati alla armatura esistente con "stringi filo" zincati e staffati.
Successivamente si è operato con un idrolavaggio ad alta pressione (400 bar) di tutte le superfici oggetto degli interventi, tale a rendere un supporto stabile, con pori aperti e puliti, senza presenza alcuna di polveri e agenti inquinanti.
La ricostruzione di tutti gli elementi a profilo originale è stato eseguita con malte pronte tixotropiche a ritiro compensate, applicate completamente a mano su idonee dime e raffetti.
L'intero prospetto esterno poi è stato pulito, mediante un lavaggio con acqua, a pressione controllata nebulizzata, opportuno degreaiser testato primo dell'inizio dei lavori, ed integrato con spazzolatura manuale, con spazzole non metalliche e trattamento biocida ove necessario.
Il consolidamento corticale del prospetto è stato eseguito in profondità mediante applicazione, sino rifiuto e comunque in ragione di 0,20 Lt./mq. Di esteri etilici dell'acido dilicico in solvente alcolico (silicato di etile) con elevata capacità consolidante e contenuto in etilsilicati maggiore del 75% , ad elevata capacità di penetrazione dovuta al tipo di solvente utilizzato e con presenza di catalizzatori che regolano la cinetica della reazione (il consolidamento è stato ottenuto grazie alla reazione tra gli etilsilicati e l'acqua contenuta nei materiali stessi. Gli etilsilicati in presenza di acqua ed in ambiente neutro si idrolizzano lentamente trasformandosi in selice amorfa. La presenza del solvente fa si che gli etilsilicati penetrino nel materiale lapideo prima della reazione).
Per il restauro della vasca. Dopo lo svuotamento degli invasi dai rifiuti solidi, dell'acqua e dal materiale fangoso, si è proceduto alla rimozione delle alghe e dei cianobatteri con un biocida. Quindi con un successivo lavaggio con acqua corrente a pressione controllata e all'aspirazione. Dopo 3 o 4 giorni è stato eseguito un ulteriore trattamento biocida per l'eliminazione dei licheni, le cui colonie "crostose" avevano ricoperto la superficie degli invasi. La definitiva rimozione è avvenuta manualmente usando acqua e bisturi. Il ripristino della tenuta delle vasche è stato ottenuto mediante stilatura delle fughe fra i vari conci, con un sigillante poliuretanico tenuto sotto tono e rifinito con maltina in tinta con gli elementi delle vasche. La pulizia del ninfeo, dell'anfora e dei putti, previo trattamento biocida, lavaggio e spazzolatura con materiale a crine sintetiche morbide è stato completato con una pulizia, ove necessario, mediante micro sabbiatura con carbonato di calcio con pressione sino a 0,5 bar utilizzando un ugello al titanio tipo Venturi e nebulizzatore d'acqua.
Dopo un nuovo idrolavaggio a bassa pressione di tutte le superfici oggetto degli interventi, e la rimozione degli interventi prevedenti, e delle vecchie stuccature si è operato ricorrendo a piccole imperneature con barrette in fibra di carbonio ed adesivo strutturale epossidico utilizzate per armatura ed adesione dei ripristini (mano, piede, ecc) eseguito con maltina compatibile alla materia utilizzata per il manufatto appositamente realizzata.
Si è terminato anche per la fontana monumentale con un trattamento consolidante corticale, a base di esteri silicei, applicato a tampone, opportunamente testato e dosato ed un successivo trattamento protettivo a base di monomeri silosani, incolore, non filmogeni, eseguito a superfici perfettamente asciutte.
Il recupero delle opere in ferro, in particolare per quelle originali è stato eseguito mediante una pulizia accurata con idropulitrice, con il ripasso dei punti metallici mancanti; con la saldatura dei vari giunti aperti dall'ossidazione, con la successiva pulizia con spazzole elettriche e manuali per rimuovere gli strati di ossido; con la stesura manuale di prodotti convertitori di ossido metallico, a più riprese sino ad ottenere l'effetto di reazione e di sovrapposizione dei prodotti e con la verniciatura dei manufatti con vernice ferro micaceo color grigio medio.
I lavori sono stati completati mediante sabbiatura dolce delle strutture in pietra costituenti il basamento con getto d'aria e sabbia miscelata con acqua, dotato di sistema di abbattimento delle polveri con moto circolare. Successivamente si è operato con un ulteriore idorlavaggio a bassa pressione di tutte le superfici oggetto degli interventi, ed applicazione a pennello o con erogatore manuale di protettivo idro-oleorepellente ecologico a base di copolimeri fluorurati e silos sani modificati in base acquosa per la protezione di pietre silicatiche non alterante in alcun modo l'aspetto del supporto, applicato in ragione di 0,3 lt/m2.
Per il basamento in muratura si è operato con una ricostruzione a "cuci-scuci" mediante integrazione di mattoni vecchi simili agli esistenti e successiva stilatura e stuccatura a ferro e straccio con malte di calce pura naturale ottenute per cottura di marne e calcari a bassa temperatura ed inerti derivanti dalla macinazione di mattoni, tegole, marmi e pietre, con chiara compatibilità chimica con i materiali utilizzati negli edifici storici, conforme ai requisiti della Comunità Europea (UNI EN 998-1 tipo GP).
Quale deterrente, a scavalcare le ringhiere di protezione dei camminamenti, sono stati messi a dimora dei cespugli, tipo eleagnus x ebbingei, anche per recuperare quelle aree una volta verdi, che allo stato attuale presentano solo zone di terra battuta.
I lavori eseguiti secondo tutti i canoni del restauro conservativo di beni immobili sottoposti a tutela e diligentemente svolti hanno ridato al monumento l'originaria luminosità, che lo smog, il degrado, e la mancanza di manutenzione avevano ingiustamente tolto.
 
Tecnico di cantiere: Davide Lanzoni
Stato lavoro: finito
Categoria lavoro: OG2 - Restauri
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