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i nostri lavori

S. Domenico di Forli

Committente: Comune di Forlė

RISTRUTTURAZIONE COMPLESSO DI SAN DOMENICO

(Da: STATO DI ATTUAZIONE A MARZO 2009)
Il San Domenico è un grande complesso monastico edificato dai Frati Domenicani del XIII secolo, ampliato e ristrutturato nel XVI e XVIII secolo, è composto da un convento a due chiostri di circa 5.000 mq e da una chiesa di circa 1.7000 mq, di proprietà del Comune di Forlì dopo la dismissione dall'uso militare avvenuta 1976.
Nel 1996 il Comune di Forlì ha approvato un progetto preliminare in cui si prevedeva il recupero e l'adeguamento funzionale del complesso a fini museali e culturali, mediante il restauro del convento e della chiesa.
La tipologia, strettamente legata all'uso originario, è infatti particolarmente adattabile alle funzioni pubbliche culturali. La chiesa caratterizza uno spazio che può essere votato a soluzioni progettuali e a funzioni destinate ad un grande pubblico. Il convento è costituito da un regolare ed elegante sistema distributivo formato da corridoi collegati con continuità che si sviluppano lungo le facciate dei due chiostri, su cio si aprono le porte delle innumerevoli celle, regolari ed ampie. Il sistema corridoi-celle ben si adatta alla destinazione museale.
Il convento possiede inoltre spazi più specialistici in cui poter collocare le funzioni tipiche di un museo moderno.
L'opera prevede anche il ripristino delle lacune e delle parti demolite o crollate, al fine di ricostruire l'unità formale e funzionale che, in alcune parti, era stata compromessa dall'incongruo uso militare.
In particolare viene ripristinata la facciata meridionale e parte delle coperture della chiesa, crollata negli anni '70 del XX secolo, e viene ripristinato il lato occidentale del secondo chiostro, demolito durante l'uso militare.
Oltre al restauro e ripristino vengono costruiti nuovi locali e strutture interrate, finalizzati alle centrali tecnologiche ed ai depositi attrezzati per i materiali muse... leggi tuttoarrow downali.
 
Fasi attuative
L'attuazione dell'intervento prevedeva, fin dall'inizio, l'esecuzione dell'opera in alcuni distinti stralci attuativi.
 
1.      Restauro parte conventuale
Attualmente sono stati completati i primi due stralci, che hanno portato all'utilizzo fin dal 2005 di tale importante porzione di edificio mediante il completo restauro ed allestimento della parte conventuale in essere.
 
2.      Lavori di restauro
Sono in avanzata fase di realizzazione, e procedono speditamente dopo la risoluzione delle problematiche emerse durante l'esecuzione dei lavori di consolidamento delle fondazioni, i lavori relativi al 3° stralcio inerente il restauro della chiesa.
All'inizio dei lavori, la chiesa si presentava in grave stato di degrado, con la parte centrale dell'aula che, a causa di un crollo verificatosi nel 1978, risulta priva delle volte, della copertura, della facciata meridionale e del portico ad essa contiguo.
Le principali scelte progettuali hanno tenuto conto da un lato delle esigenze di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico ed architettonico, dall'altro delle necessità funzionali legate alla destinazione culturale.
I lavori consentiranno il recupero del volume della chiesa del complesso San Domenico con la nuova destinazione d'uso quale "sala polivalente connessa all'istituzione museale, per attività e funzioni complementari (mostre ed esposizioni culturali di varia natura)".
Non si tratta pertano di una struttura di pubblico spettacolo in senso stretto in quanto manca la netta separazione fra lo spazio per il pubblico e la macchina scenica, tipica di teatri ed auditorium, bensì permane il senso dell'originaria tipologia, e cioè quello di uno spazio assembleare orientato, con una zona prevalentemente vocata all'emissione dei messaggi (abside) ed una prevalentemente vocata alla ricezione a(aula).
La funzione della chiesa, nell'ambito del restauro del complesso, è quindi quella di supporto all'attività culturali che la necessaria  rigidità degli allestimenti museali rende di solito incompatibili con i musei permanenti.
La multifunzionalità sarà quindi la caratteristica principale della struttura, dovrà infatti permettere sia eventi di tipo assembleare, quali riunioni, conferenze, presentazioni, convegni, congressi, lezioni, letture, concerti e similari, in cui prevale l'originaria tipologia della chiesa, con una zona destinata alle pedane che ospiteranno oratori, artisti, musicisti, ecc. (abside) ed una zona destinata ad ospitare il pubblico; sia eventi di tipo espositivo, quali mostre temporanee e/o allestimenti multimediali visitabili, in cui l'intero spazio è oggetto di specifiche progettazioni di allestimento temporaneo atto a presentare, ad un pubblico di visitatori, opere d'arte, comunicazioni multimediali, eventi artistici statici o dinamici.
Con il progetto di allestimento, approvato il preliminare in dicembre 2008, l'aspetto della multifunzionalità viene ulteriormente enfatizzato mediante la realizzazione di una serie di pedane mobili in maniera autonoma l'una rispetto ll'altra, poste nella zona della navata, che a secondo dell'utilizzo della sala, possono modificare l'andamento del profilo della pavimentazione.
Saranno ricavati nel sottosuolo della chiesa alcuni locali interrati, di cui parte dedicata a servizi tecnici, e parte dedicata alla visita degli scavi archeologici che hanno portato alla scoperta di reperti fondali dei precedenti edifici e di numerosissime tombe.
Il progetto prevede che l'architettura ancora esistente venga consolidata e conservata e le parti crollate ricostruite a partire dalle fondazioni, seguendo lo stesso sistema costruttivo originario basato su conci in cotto pieno fatto a mano, con la sola integrazione di elementi strutturali irrigidenti in acciaio e/o c.a. con un insieme sistematico di interventi strutturali, edilizi e di restauro artistico.
Per la parte impiantistica vengono riproposte le soluzioni tecniche già adottate nel restauro del convento, quali: cavedi interrati esterni alla muratura perimetrale, zone di maggiore concentrazione impiantistica nei controsoffitti del piano interrato e nelle zone meno visibili del sottotetto, riscaldamento e raffrescamento con pannelli radianti a pavimento, cablaggi elettrici nei solai ed in binari attrezzati a pavimento.
I principali lavori già eseguiti, sono sostanzialmente i seguenti:
- demolizione dei muri, realizzati dai militari nell'800 e '900, che dividevano la sala dell'abside e della cappella Albicini;
- consolidamento strutturale degli archi e delle volte ancora presenti;
- completamento degli scavi archeologici nelle zone interne alla chiesa che prima non si erano potute investigare, scavi che hanno portato ad alcune interessanti scoperte;
- consolidamento delle fondazioni, molto impegnativi e che hanno riservato anche alcuni imprevisti con la conseguenza di dover modificare alcune delle metodologie di intervento;
- completa ricostruzione della porzione di muro e delle volte crollate nel 1978;
- completamento delle strutture di copertura con realizzazioni di nuove strutture in legno lamellare ove mancanti e smontaggio e rifacimento delle strutture di copertura ancora presenti salvaguardando la struttura portante dell'abside che si è rilevata, previo alcuni interventi di rinforzo e consolidamento, ancora in buono stato e degna di essere conservata; rifacimento del manto di copertura con utilizzo coppi di recupero per il manto superiore;
- completamento del recupero della facciata mediante interventi di pulizia, stuccatura, sagra matura previo ripristino, con la tecnica del cuci - scuci, delle murature (rimozione di porzioni di muratura ammalo rata e reintegro con mattoni, sempre di recupero, e malta a base di calce);
-montaggio degli infissi esterni, e dei relativi vetri, in quota;
- pulizia e restauro di tutti gli apparati decorativi (stucchi, cornici, statue e modellati vari, affreschi, ecc.) e degli intonaci storici localizzati, nella navata, al di sopra della cornice, questa compresa posta a 13 metri di altezza, compresi gli ovali al di sotto della stessa, nonché l'intero absidale.
Sono stati montati circa 16.000 mq di ponteggi, eseguiti  360 mc di scavi archeologici, realizzati 5.730 ml di pali di fondazione, posti in opera 180 mc di calcestruzzo per cordoli di fondazione e di copertura e 1.550 q.li di acciaio, sono stati smontati 870 mq di manti di copertura, demoliti 150 mc di muratura, restaurati muri mediante cuci-scuci per oltre 1.600 mq utilizzando oltre 70.000 mattoni di recupero, realizzate nuove murature, compreso nuovi archi e volte, con l'utilizzo di oltre 192.000 mattoni fatti a mano, realizzate nuove coperture con tavolato, pacchetto ventilante e manto di coppi di laterizio (complete di nuovi canali di gronda, grembialine e pluviali in rame) per oltre 1.000 mq, ecc.
Si sono realizzate, ove non sono presenti le volte, anche la gratticola teatrale, sia nella navata, sia nell'abside per una superficie complessiva di oltre 400 mq, mediante la posa di quasi 2.300 ml di particolare profilo metallico atto a supportare tutte le apparecchiature per i tiri di scena e dei corpi illuminanti.
Principalmente per le problematiche alle fondazioni (definite tecnicamente cause geologiche non prevedibili) è stata redatta nel fabbricato 2008 una perizia suppletiva di variante.
Al fine di adeguare il progetto alle soluzioni previste per gli allestimenti si sta predisponendo una seconda variante che interessa soprattutto la parte interrata, tale variante sarà in buona parte finanziata con i finanziamenti esterni ottenuti dopo l'appalto dei lavori: il fatto comporterà una proroga dei tempi contrattuali con previsione della fine dei lavori edili per l'autunno 2009.
 
Allestimento chiesa
I locali della chiesa andranno poi allestiti al fine della loro completa fruizione; le esigenze di allestimento, contrariamente a quanto previsto per gli ambienti del convento in cui la destinazione è sostanzialmente definita e costante nel tempo (spazi espositivi museali), nel caso della chiesa la destinazione "polifunzionale" porta ad un tipo di allestimento molto articolato stante i i molteplici aspetti e conseguenti esigenze a cui dover far fronte, sempre tenendo conto del contesto architettonico ben più complesso in cui ci si trova ad operare.
In particolare la chiesa deve essere attrezzata ed allestita per divenire un sistema complesso, integrato e flessibile, in cui si possono svolgere attività assembleari (conferenze, convegni, concerti, prosa, poesia, spettacoli ed eventi compatibili con uno spazio non teatrale) ed esposizioni temporanee oltre ad allestimenti multimediali intese anche come allestimento di un museo multimediale programmabile e variabile nel tempo.
Come già detto, il progetto preliminare recentemente approvato, prevedente la realizzazione nella zona centrale della navata che va dal 3° al 5° ordine delle cappelle, si una serie di pedane mobili che consentono la modifica del profilo della pavimentazione per circa 200 mq, esalta il concetto di flessibilità consentendo infinite configurazioni dello stesso.
Il progetto definisce non solo tutti gli arredi (sedute, bussole d'ingresso, ecc.) della sala, ma anche tutte le attrezzature necessarie per lo svolgersi delle attività previste: ad esempio per le esposizioni l'allestimento del museo "del San Domenico" nell'interrato, i pannelli espositivi; per l'utilizzo come sala da musica la camera d'orchestra, la pedana/palco, i correttori acustici; per l'utilizzo come spazio per convegni gli impianti di diffusione sonora e proiezione, gli schermi separatori, ecc.
Naturalmente sono definiti anche tutti gli impianti di illuminazione e di sicurezza nonché gli arresi ed impianti dei servizi per il pubblico e gli artisti.
 
Loggetta 1° chiostro
Durante la prima fase di esperienza gestionale della parte conventuale del Complesso San Domenico è emersa l'esigenza di una ancora più ampia possibilità di fruizione distributiva degli ambienti interni, raggiungibile attraverso la ricostruzione della loggia del primo chiostro, alla quota del primo piano, demolita verso la fine del XVIII secolo, in modo da consentire il collegamento dell'ala ovest e dell'ala est.
In particolare si è rilevata l'opportunità di dare risposta un duplice problema:
-          rendere possibile lo sviluppo di un percorso espositivo temporaneo che, all'occorrenza, possa partire dalle sale centrali della Pinacoteca (ex biblioteca domenicana) e svilupparsi, attraverso la loggia esistente del primo chiostro fin dentro la chiesa;
-          rendere circolare e continuo il percorso di visita ai musei permanenti (Pinacoteca), che attualmente è interrotto in corrispondenza del fronte meridionale della chiesa, e che pertanto rende difficile sua un corretto ordinamento museografico che un organico intreccio con il percorso espositivo temporaneo.
La soluzione di queste problematiche, che ha comportato anche la ridefinizione dell'impianto ascensore previsto all'interno della chiesa e la previsione di una nuova scala di collegamento fra loggetta al primo piano e piano e piano terra della chiesa, è stata affrontata congiuntamente anche negli ambiti progettuali dell'allestimento della chiesa e della progettazione del 4° stralcio.
 
 
CHIUSURA SECONDO CHIOSTRO
Scavi archeologici
Sono stati completati i lavori relativi ai sondaggi archeologici.
Con la campagna di scavi sono state riportate alla luce le fondazioni del corpo edilizio posto a chiusura del secondo chiostro ed, ad una profondità di circa oltre tre metri, le originali pavimentazioni degli scantinati.
 
Realizzazione nuovi corpi di fabbrica
Tali lavori dono propedeutici alla realizzazione del 4° ed ultimo stralcio avente per oggetto la realizzazione del nuovo edifico a chiusura del 2° chiostro e degli interrati.
Quest'ultimo intervento, che rientra nella proprietà dell'Accordo di Programma Quadro in materia di beni e attività culturali fra la Regione Emilia Romagna, il MBAC e il Ministero del Tesoro in data 8 giugno 2001, costituisce pertanto il completamento del recupero dell'intero complesso.
Il progetto nasce dall'esigenza di ricondurre il complesso alla originaria unità architettonica e funzionale, raggiunta alla fine del XVIII secolo e successivamente compromessa ed ha caratteri funzionali rispetto alla destinazione culturale prevista. Si compone di opere di restauro, di ripristino della parti demolite (ad uso museale), di recupero e creazione di locali interrati (ad uso servizi museali, depositi attrezzati, laboratori di ricerca, ecc.) dotando così i Musei Civici, in cui il trasferimento di parte della Pinacoteca Comunale è già avvenuta nel 2006, di tutti quelli spazi di servizio  (deposito, laboratori, servizi per il personale, servizi per ricercatori e studiosi, ecc.) che non possono trovare collocazione negli ambienti conventuali, ma che sono tanto necessari quanto gli stessi spazi espositivi.
Anche le necessarie scale di sicurezza e l'ascensore per il pubblico trovano adeguato spazio nella ripristinata ala ovest del secondo chiostro, ove la minore presenza di vincoli architettonici consente la collocazione di tutti quegli elementi normativamente necessari ma di difficile inserimento nel restante contesto di alto pregio storico - artistico.
 
 
Tecnico di cantiere: Davide Lanzoni
Stato lavoro: lavori ultimati a regola d\'arte
Categoria lavoro: OG2 - Restauri
Ubicazione
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